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1.8 miliardi nel recovery plan per il super bonus alberghi

Il ministro del turismo, Massimo Garavaglia, annuncia che un miliardo e 800 milioni di euro verranno inseriti nel Recovery Plan. La ratio è quella di incentivare lo sviluppo e l’innovazione di alcune strutture come alberghi, B&B e agriturismi.

La scelta è stata intrapresa in virtù del diniego espresso nei confronti del super-bonus alberghi, al quale non è stato dato adito, poiché il decreto semplificazioni non aveva risorse per portare a termine questa operazione. 

Durante il festival dell’economia tenutosi a Trento, Massimo Garavaglia ha dichiarato: “si parla di 1,8 miliardi di euro che poi diventano 3 con l’effetto leva e la decontribuzione per la cassa integrazione. Si deve quindi uscire dall’intervento dello Stato e aiutare le aziende a fatturare. Perché il vero obiettivo è tornare a far fatturare le imprese il prima possibile”.

Entrando più nello specifico, 2.4 miliardi di euro saranno destinati al turismo, che ha vissuto un periodo non troppo florido ha causa della pandemia. L’incentivo di risorse permetterà un aumento dello 0.8% dei consumi interni, e dell’1.7% degli investimenti. Altro notevole vantaggio, con la spinta che si vuole dare al turismo, diminuirà notevolmente il tasso di disoccupazione.

“Green pass”

In Europa si sta discutendo negli ultimi giorni del “Eu Digital Covid Certificate” comunemente definito “Green Pass”.

Lo scopo che si vuole raggiungere è quello di creare una sorta di “lascia passare”, per dare la possibilità ai milioni di cittadini appartenenti all’Unione Europea, di potersi spostare durante le vacanze estive da un paese ad un altro.

Il Green Pass entrerà ufficialmente in vigore il 1° luglio, per quanto riguarda i viaggi all’estero.

In Italia si parla invece di un green pass nazionale, che permetterà lo spostamento tra regioni, ed entrerà in vigore il 15 giugno.

In merito a ciò il ministro del turismo Marco Garavaglia, si è espresso sostenendo: “sul Green Pass è questione di settimane il termine ultimo è il 1° luglio, ma per me dobbiamo partire domani”.

Lo stesso ministro ritiene che chi sia stato vaccinato, chi sia in possesso degli anticorpi, o chi abbia svolto il tampone con esito positivo, possa circolare liberamente. Molti paesi d’Europa adottano la medesima policy per quanto riguarda l’ingresso dei turisti nei paesi, la Francia prevede l’ingresso per tutti coloro che abbiano effettuato un tampone 72 ore prima, la Grecia lo permette a tutti coloro che lo abbiano effettuato 48 ore prima. In virtù delle scelte intraprese dagli altri stati aderenti all’UE, il Ministro Garavaglia crede sia giusto adeguarsi adottato la medesima policy.

Tutto ciò lascia intendere che l’ingresso in Italia sarà concesso solo a coloro che avranno ricevuto il vaccino.

Un ulteriore dichiarazione è stata rilasciata in merito dallo stesso Ministro del Turismo: “Sono favorevole con buon senso a fare la seconda dose a chi viene in Italia o agli italiani che si muovono per un periodo particolarmente lungo. Le Regioni, chi più chi meno, hanno raggiunto una percentuale di copertura molto importante e quest’estate serenamente potremo avere dei margini per trattare queste eccezioni. In caso di permanenze lunga o un caso particolare hanno tutte la possibilità di trattare le eccezioni. Certo se diventa una regola è un gran caos”.

green pass

Quella che si prospetta è un’estate apparentemente tranquilla, all’insegna dei viaggi che fino ad ora ci sono stati negati. Potendo contare su un solido piano vaccinale e una giusta erogazione di dosi, la pandemia porrebbe non essere più un problema.

Patrimonio culturale per la prossima generazione

Il primo piano d’intervento prende il nome di “patrimonio culturale per la prossima generazione” e consisterà per l’appunto, nell’erogazione di 1.10 miliardi di euro destinati al turismo.

Con un budget di 500 milioni di euro, si apriranno una serie di investimenti, volti a creare un “patrimonio digitale della cultura” con lo scopo di risanare musei, archivi, biblioteche e poli culturali.

Uno dei tanti obbiettivi prefissati consiste nell’istituzione di un’infrastruttura nazionale che aiuterà la conservazione delle risorse digitali, così da poter essere fruibili al pubblico, mediante l’uso di apposite piattaforme.

Per quanto riguarda “L’industria Culturale e Creativa 4.0”, è previsto un supporto economico pari a 460 milioni di euro.

Al centro della riforma si pone lo sviluppo dell’industria cinematografica, che si articola in tre punti:

  • Potenziare gli studi di Cinecittà;
  • Rilanciare le attività del “Centro Sperimentale di Cinematografia”;
  • Migliorare le competenze in ambito audiovisivo.

La ratio è quella di incentivare la ripresa dei settori culturali e creativi, i quali hanno vissuto momenti difficili negli ultimi due anni.

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Immagini: pexels

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