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Ormai è imminente la classica scadenza del mese di giugno, infatti, scadrà la prima rata di acconto dell’imposta municipale unica (IMU), il prossimo 16 giugno diversi italiani (quasi la metà) sono chiamati a versare questa imposta basata sul semplice possesso degli immobili.

Il soggetto passivo d’imposta è generalmente proprietario di più immobili e viene “colpito” dalla tassazione su tutte le “seconde case” ovvero su tutti gli immobili oltre alla casa di abitazione (e relative pertinenze) a meno che tale abitazione principale non sia riconducibile ad una categoria catastale “di lusso”:

– A/1,  abitazioni di tipo signorile;

– A/8, abitazioni in ville;

– A/9, castelli, *palazzi di eminenti pregi artistici o storici.

In questi casi anche sulla “prima casa” si andrà a pagare l’imposta municipale unica.

IMU e decreti legge covid nel tempo

Dall’inizio della pandemia abbiamo imparato a convivere con una valanga di decreti legge, DPCM, leggi di tutte le fonti, un susseguirsi di proroghe e novità in materia di aiuti e sostegni sia ai cittadini che alle imprese.

Come già successo con il saldo IMU 2020 del 16 dicembre scorso per alcune tipologie di imprese e con particolari requisiti, anche nel 2021 è stata introdotta l’esenzione, ovvero: la cancellazione della prima rata IMU quindi dell’acconto grazie all’articolo 6 sexies della legge di conversione (L.69/2021) del decreto sostegni (d.l. 41/2021).  Al comma 1 del suddetto articolo viene riportato il seguente testo:

“In considerazione del perdurare   degli   effetti   connessi all’emergenza sanitaria da COVID-19, per l’anno 2021 non è dovuta la prima rata dell’imposta municipale propria (IMU) di cui all’articolo 1, commi da 738 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, relativa agli immobili posseduti dai soggetti passivi per i quali ricorrono le condizioni di cui all’articolo 1, commi da 1 a 4, del presente decreto.”

Prima di approfondire questi nuovi requisiti di esenzioni IMU (validi al momento solo per l’acconto).

 

Le esenzioni IMU: in quali casi?

Riepiloghiamo andando ad analizzare quali sono le esenzioni dell’IMU riconosciute già da diversi anni.

La prima esenzione, o perlomeno la più “famosa” riguarda ovviamente quella relativa alla “prima casa” e, infatti, tutti gli immobili residenziali, a meno che non rientrino nelle categorie di lusso esplicitate in premessa adibite ad abitazione principale, ottengono l’esenzione da IMU indipendentemente da metri quadri, zona o rendita catastale. Collegata a questa tipologia, troviamo un’ulteriore esenzione, infatti, sono esentate dall’imposta municipale unica le pertinenze dell’abitazione principale, fino ad un massimo di due in totale, rispettando sempre massimo una per ognuna delle seguenti categorie catastali:

  • C/2 – Magazzini e locali di deposito;
  • C/6 – Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse;
  • C/7 – tettoie chiuse o aperte.

A titolo esemplificativo se si posseggono 2 magazzini (C/2) nello stesso comune dell’abitazione principale, soltanto un’immobile (oltre alla abitazione principale) sarà esente da IMU, per il secondo magazzino si applicherà, infatti, l’aliquota ordinaria emanata dal comune.

Altri tipi di esenzione IMU riguardano casi particolari:

  • la casa familiare assegnato al genitore affidatario dei figli;
  • la casa familiare dove persiste un diritto di abitazione o un diritto di superficie come ad esempio nei casi di immobili che sono andati in successione, nessuno degli eredi sarà soggetto ad IMU per quell’immobile se questo è l’abitazione del coniuge superstite;
  • i terreni agricoli
acconto imposta municipale unica

Le esenzioni IMU parziali (al 50%)

Altri casi in cui l’imposta municipale unica viene esentata ma solo parzialmente riguarda le riduzioni al 50%, questo avviene se l’immobile:

  • risulta inagibile
  • risulta inutilizzato/inutilizzabile (No collegamenti alla rete elettrica idrica e fognaria)
  • è concesso in comodato d’uso gratuito a parenti
  • è riconosciuto come fabbricato storici o artistico

In ogni caso per vedersi riconosciute le suddette esenzioni parziali bisognerà produrre un’autocertificazione presso il comune dove sorge l’immobile in questione od in alcuni casi ottenere autorizzazione preventiva alla riduzione da parte dell’ente comunale.

Legge di bilancio 2021 e decreto sostegni bis disinnescano acconto IMU. Per Chi? Quali requisiti? 

Dulcis in fundo, non certo per importanza bensì per ordinamento temporale è l’esenzione che riguarda la prima rata IMU 2021, la c.d. rata di acconto IMU è stata infatti oggetto di alcuni provvedimenti legislativi.

Il legislatore era già intervenuto proprio riguardo l’esenzione di questa rata a tutela di alcune categorie, quelle più colpite dalla pandemia come le imprese del settore turistico e del settore alberghiero. Un po’ come era successo per il saldo IMU 2020 sono state inserite nelle tipologie esentate già con la legge di bilancio 2021, il 30 dicembre 2020, infatti, viene estesa l’agevolazione al pagamento della prima rata per tutte le imprese aventi oggetto le attività di:

  • stabilimenti balneari, termali;
  • agriturismi;
  • alberghi;
  • ostelli della gioventù;
  • affittacamere;
  • bed & breakfast;
  • residence;
  • campeggi;
  • capannoni usati per allestimenti fieristici;
  • sale da ballo;
  • discoteche.

Attenzione: bisogna tenere bene presente che questa esenzione è valida unicamente se il soggetto passivo d’imposta ovvero il proprietario dell’immobile è anche il gestore dell’attività.

Ed infine arriviamo al 21 maggio 2021 con la legge di conversione n.69/2021 grazie alla quale si è convertito il decreto legge Sostegni, all’articolo che abbiamo già menzionato (6-sexies) in due commi viene prima estesa l’esenzione IMU ai soggetti a cui spetta il fondo perduto del D.L. oggetto di conversione (SOSTEGNI 1) ovvero alla partita iva con fatturato non superiore a 10 milioni di euro e con un calo di fatturato di almeno il 30% nel 2020 rispetto al 2019. (comma 1)

Ancora una volta si ribadisce che per essere esentati dalla prima rata di acconto IMU 2021 bisogno essere CONTEMPORANEAMENTE possessori dell’immobile e gestori dell’attività. (comma 2)

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Immagini: Pixabay

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