3.7
(3)

È da tempo oramai che a livello europeo e internazionale si è registrato un interesse sempre maggiore verso le cripto-attività, quali  ad esempio il Bitcoin.
Consob e Banca d’Italia hanno però di recente ufficializzato un comunicato facendo riferimento a tutti i risparmiatori per far presente degli elevati rischi collegati agli investimenti in cripto-valute: si fa riferimento a operazioni connesse allo scambio di monete virtuali come il Bitcoin che possono provocare  anche la perdita intera del capitale per i consumatori.
La Commissione europea ha deciso anche di  avanzare una proposta che abbia come obiettivo di regolamentarne e disciplinarne  l’emissione, anche mediante  mezzi di contrasto agli abusi di mercato e a maggiore tutela dei risparmiatori.
Ad oggi questa proposta  non è stata ancora attuata e per tale ragione non esistono vincoli che riguardino la trasparenza di questi prodotti e dei servizi ad esso collegati, poiché a mancare è soprattutto la supervisione da parte delle autorità di vigilanza.

Ma cosa sono i bitcoin?

Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale delle vendite online, i bitcoin hanno avuto uno sviluppo enorme nell’economia.

Quest’ultimo è uno strumento finanziario non disciplinato dallo Stato e inoltre non è sottoposto al controllo da parte delle Banca Centrale e che dunque non subisce variazioni di valuta.

I bitcoin possono essere definiti come la prima valuta digitale non centralizzata.

La novità che hanno portato con se, non è rappresentata dalla digitalizzazione dei pagamenti, ma dal  fatto che si tratta di una moneta  non centralizzata.

Al contrario delle monete tradizionali i bitcoin sfuggono dal controllo delle autorità: a occuparsi di coniarli non è  la zecca dello Stato e non c’è la Banca Centrale che ne attesta il reale valore.

Attualmente il volume delle transazioni che al giorno vengono effettuate di bitcoin è di piccole dimensioni, e per questo al momento non rappresenta una minaccia né per le banche centrali ne tanto meno per gli intermediari.

Il suo futuro dunque è incerto, è il fatto di non avere chiarezza da parte dei governi mondiali dal punto di vista fiscale rallenta la sua diffusione.

Bitcoin prospettive ed incognite legate alle criptovalute

Usi illeciti delle criptovute 

Il fatto che il Bitcoin non sia tracciabile e il suo utilizzo è dettato dalla pseudo-anonimitá fanno si che quest’ultimo venga utilizzato per scambi poco leciti.

Questi ultimi fanno riferimento ad atti di compravendita di materiale illecito o ad attività che fanno parte della categoria del cybercrime (frodi informatiche, furto di identità o di informazioni riservate, ecc).

Per di più, le criptovalute si configurano come uno strumento “utile” per l’evasione fiscale.

All’interno dei sistemi di criptovalute, la mancanza di intermediari finanziari pone il rischio di avvantaggiare operazioni di riciclaggio.

Sembra oramai chiaro che le valute virtuali sono oggi un fenomeno globale, che supera ogni frontiera nazionale, e, come tale, richiederebbe la determinazione di un quadro regolamentare il più possibile regolare e condiviso a livello mondiale.

Il problema principale riguarda le banche e i governi, se continueranno ad ignorare il fenomeno Bitcoin e criptovalute in generale, questa mancanza di posizione potrebbe avere come conseguenza spiacevoli eventi in futuro.

Considerate dunque le dimensioni che ad oggi ha assunto questo fenomeno, è opportuno imporre delle regole rigide per far sì che nel tempo non cresca il fenomeno dei traffici illeciti.

Elon Musk e il bitcoin

La notizia che ha fatto tremare le criptovalute negli ultimi giorni è quella di Tesla: ha dichiarato che non accetterà più la criptovaluta per l’acquisto dei suoi veicoli; a preoccuparli é la crescita dell’utilizzo di combustibili fossili per l’estrazione e le transazioni in bitcoin, questo è quanto dichiarato dallo stesso Musk.
Egli sostiene che le cryptocurrency siano una buona idea, ma tutto questo deve avvenire senza spese nei confronti dell’ambiente.

La decisione è stata comunicata attraverso un tweet apparso direttamente sul profilo di Musk che ha subito determinato una perdita di circa il 15% del valore del bitcoin. 

Ma come si creano i bitcoin?

A generarli sono dei computer che usano schede video con enorme capacità di calcolo, enormi quantità di bit che usano a loro volta grandi quantità di energia per essere funzionali.
Ed è proprio qui che sorge la questione ambientale collegata alle criptovalute.

Secondo il Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index (CBECI), le attività di mining collegate alle criptovalute hanno necessità di 120 terawattora all’anno. In pratica il consumo dell’Argentina.
Ma l’affermazione di Musk non è su tutte le criptovalute; infatti il fondatore di Tesla sta promuovendo sui social un’altra valuta digitale: i Dogecoin.

Essa è sorta nel 2013, questa valuta é basata sulle stesse dinamiche dei Bitcoin.
Il patron di Tesla, ha deciso di lavorare con gli sviluppatori del Dogecoin per rendere migliore l’efficacia delle transazioni, parlando di un “potenziale promettente”.

Leggi qui gli altri articoli di questa categoria

Immagini: pixabay

Ti è piaciuto l'articolo?

Dacci un voto!

Voto medio: 3.7 / 5. Numero voti: 3