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Manca poco alla chiusura dei bilanci dell’anno 2020 che coinvolge commercialisti, membri del collegio sindacale e revisori legali.

Il decreto Milleproroghe ha disposto la possibilità di convocare l’assemblea entro il 29/06/2021, prorogando quindi il termine a 180 giorni dopo la chiusura del bilancio.

Il bilancio di esercizio risulta essere, come sappiamo, il documento più importante per la rappresentazione della situazione aziendale e l’emergenza Covid è da considerarsi una situazione di competenza dell’esercizio 2020 a tutti gli effetti.

Quale sfida dovranno quindi affrontare revisori legali e sindaci con riferimento ai bilanci 2020?

Il bilancio 2019 e 2020

La redazione del bilancio, con riferimento all’anno 2020, deve tener conto della pandemia che ha colpito in maniera negativa grandi e piccole imprese, costringendo alla chiusura delle attività commerciali e produttive.

A differenza della chiusura dei bilanci 2019 in cui ci si trovava nel periodo di lockdown imposto dalla pandemia, gli effetti peggiori si sono ripercossi sui bilanci 2020 così da rendere la chiusura dei conti una vera sfida per commercialisti e revisori dei conti che dovranno non solo effettuare il calcolo delle imposte dovute ma dovranno emettere anche un giudizio sullo stesso.

Per rendere il compito meno difficile il legislatore ha introdotto molteplici disposizioni di carattere eccezionale, così come le disposizioni di carattere fiscale per sospendere o ritardare alcuni pagamenti. Inoltre, la possibilità di non effettuare gli ammortamenti di beni strumentali o la rivalutazione degli asset aziendali risultano essere misure necessarie ed importanti in deroga alla disciplina della continuità aziendale.

Qualsiasi tipo di deroga o disposizione eccezionale adottate per la chiusura dei bilanci 2020 fa sorgere in capo agli amministratori l’obbligo di motivare e rendere a conoscenza i terzi circa le conseguenze delle decisioni prese nella nota integrativa.

Pertanto, dopo che gli amministratori hanno svolto il loro compito, saranno i revisori legali e il collegio sindacale a dover esprimere un giudizio di appropriatezza con riferimento alle misure eccezionali intraprese evidenziate nel bilancio 2020.

il ruolo dei sindaci e dei revisori legali

Il ruolo dei sindaci e dei revisori

Per poter gestire al meglio la crisi economica e per tenere in considerazione le esigenze dei professionisti che si occupano del controllo di revisione, il 12 aprile scorso, il CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) ha pubblicato le linee guida aggiornate per la redazione della relazione unitaria sul controllo societario effettuato dal collegio sindacale.

Tale documento evidenzia la struttura che deve avere la relazione unitaria, esplicitando le modalità della sua approvazione qualora ci fosse un componente del collegio contrariato.

Non solo, la relazione unitaria fornisce indicazioni riguardanti tutte le novità dell’esercizio 2020 di natura straordinaria che caratterizzano l’attività di vigilanza e della revisione legale. In particolare, le nuove disposizioni normative impongono al sindaco-revisore di verificare l’esistenza di eventi che possono far emergere dubbi riguardanti la capacità della società a mantenere la continuità aziendale.

Inoltre, il collegio sindacale ha l’obbligo di vigilare sui sistemi di controllo e sugli assetti organizzativi della società individuando, in maniera tempestiva, il corretto funzionamento dell’impresa e dovrà indicare, nella propria relazione al bilancio 2020, i criteri e le procedure di controllo adottati per la rivalutazione straordinaria dei beni aziendali.

Questo è possibile in quanto, nei bilanci 2020, è tornata la possibilità di non svalutare titoli di debito e partecipativi, iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale e di eseguire la rivalutazione dei beni e delle partecipazioni d’impresa. Novità straordinarie riguardano anche le perdite d’esercizio emerse al 31 dicembre 2020, nello specifico il termine entro il quale la stesse deve essere diminuita a meno di un terzo è posticipato al quinto esercizio successivo.

Anche in questo caso il ruolo del sindaco unico o del collegio sindacale è fondamentale per valutare i contenuti della relazione fornita dagli amministratori circa le perdite indicate, con conseguente recupero della continuità aziendale. Per quanto riguarda il fondo svalutazione crediti, la voce di bilancio che ha subito più conseguenze derivanti dalla pandemia, la percentuale di accantonamento verrà calcolata in maniera differente poiché si terrà conto delle turbolenze che il mercato sta subendo e del possibile ritardo dei pagamenti.

Tuttavia, dovranno essere gestiti anche tutti i finanziamenti ricevuti a titolo di fondo perduto ottenuti dallo Stato, i ritardi nei pagamenti delle imposte e tutti i crediti d’imposta maturati conseguenti alle disposizioni straordinarie adottate per agevolare il periodo di emergenza.

Risulta essere quindi difficile predisporre anche la dichiarazione dei redditi dell’esercizio 2020, poiché determinare gli importi dovuti in maniera corretta rappresenta un’ulteriore sfida per i soggetti coinvolti. Emerge quindi come l’intera attività di vigilanza e di revisione dei bilanci relativi all’esercizio 2020, così come la chiusura dei conti, costituiscano una situazione tutt’altro che agevole per le professioni economico-contabili.

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Immagini: pixabay

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