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Con l’entrata in vigore del nuovo codice della crisi d’impresa, prevista il primo settembre 2021, l’obbligo in capo all’Agenzia delle Entrate di segnalare al debitore il superamento delle soglie rilevanti di allerta del debito IVA scaduto e non versato è stato rinviato al 2023. Resta invece confermato per l’INPS e l’Agenzia della riscossione, in quanto organi di controllo, l’obbligo di segnalazione a partire da settembre 2021.

L’obbligo di segnalazione da parte dei soggetti pubblici qualificati

Il nuovo codice della crisi d’impresa prevede l’introduzione di nuove procedure di allerta per misurare lo stato di salute delle imprese italiane, analizzando il ruolo e le responsabilità degli amministratori, nonché degli organi di controllo interni alle società, includendo molteplici società all’adozione di tali strumenti di diagnosi e valutazione.

Nello specifico, i creditori pubblici qualificati e gli organi di controllo dovranno segnalare l‘insorgere di stati di crisi. Tale fase preventiva è intesa come sostegno alle imprese per una diretta analisi delle cause del malessere economico e finanziario dell’azienda.

Gli enti che rientrano tra i creditori pubblici qualificati sono l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’Agenzia delle entrate riscossioni che dovranno quindi adottare comportamenti corretti nei confronti di situazioni particolari da parte dei debitori.

Nello specifico, dovranno avvisare il debitore del superamento di rilevanti importi relativi alla sua esposizione debitoria nei loro confronti, del mancato versamento dell’IVA, dell’omesso pagamento dei contributi previdenziali. Qualora non adottassero le norme previste in materia di allerta e previsione della crisi, risponderebbero dei danni direttamente i funzionari responsabili.

Il debitore viene informato attraverso l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) oppure mediante un avviso di ricevimento. Egli entro 90 giorni dovrà estinguere o regolare il debito in sospeso nei loro confronti altrimenti è prevista la segnalazione da parte dell’Organismo di composizione della crisi (OCRI).

Il nuovo Codice della Crisi d’impresa il debito IVA scaduto e non versato

Decreto sostegni e novità per il debito IVA

Per l’Agenzia delle Entrate l’obbligo di segnalazione era previsto a partire dalla liquidazione periodica IVA relativa al primo trimestre dell’anno d’imposta successivo a quello dell’entrata in vigore del nuovo codice della crisi d’impresa. Il Decreto Sostegni, tuttavia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo 2021, apporta una modifica al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza posticipando al 2023 gli obblighi di segnalazione al debitore gravanti in capo all’Agenzia delle Entrate.

La causa scatenante di tale modifica risiede nella situazione di emergenza pandemica in cui versa il paese mirando quindi a sostenere le imprese in crisi ed evitando un numero eccessivo di segnalazione da parte del Fisco nei confronti di aziende bisognose di interventi di sostegno.

L’ammontare totale del debito scaduto e non versato per l’imposta sul valore aggiunto deve risultare almeno pari al 30% del volume di affari risultante dalla dichiarazione modello IVA relativa all’anno precedente fino a 2.000.000 di euro, non inferiore a euro 50.000 per volume d’affari fino a 10.000.000 di euro e non inferiore a euro 100.000, per volume d’affari oltre 10.000.000 di euro.

Tutto ciò però potrebbe provocare un disallineamento degli adempimenti in capo ai creditori pubblici qualificati dal momento che le segnalazioni da parte dell’INPS e dell’Agenzia della riscossione decoreranno dal primo settembre 2021 e non dal 2023.Infatti potrebbero esserci, già dal 2021, un numero crescente di debiti IVA scaduti e non versati segnalati dagli organi di controllo societari (sindaci e revisori), rispetto alle segnalazioni del Fisco che non potranno scattare prima del 16 meglio 2023. Sarà forse opportuno, per coordinare il profilo temporale, un ulteriore differimento dell’entrata in vigore del Codice della Crisi d’impresa o degli strumenti di allerta?

Si attendono pertanto ulteriori novità in tema di obbligo di segnalazione da parte dei creditori pubblici qualificati.

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Immagini: pexels

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